VALLE CILENTO

Valle molendinorum, Velle, Valle Lustra, la Valle, Valle Cilento. Università autonoma fino alla sua aggregazione a Sessa Cilento (3 km). Da Salerno 82 km.

 

PALAZZO ALTOMARE

VEDUTA DEL BORGO

PALAZZO COPPOLA

PALAZZO COPPOLA

CHIESA DI SAN NICOLA DI BARI

PALAZZO COPPOLA

VIA DEI MULINI

CHIESA DI SANTA MARIA DELLE VALLETELLE


 Prima notizia sicura è del settembre del 1112, quando Ruggiero di Sanseverino, «pro salute anime mee et parentum meorum» donò al monastero di S. Mango, costruito nel distretto di Cilento, il vassallo Giovanni del fu Angelo, abitante a «Valle dei mulini», con moglie, figli, nipoti e beni posseduti (terre e castagneti).

Nel 1118 a Cuccaro Vetere, Altruda, figlia del conte Giovanni di Teano e vedova del secondo barone di Novi, Guglielmo de Mànnia, donò al monastero cavense un terreno nel territorio di Velle (Valle) e propriamente in località Giunta. La donazione del 1156 di terre a Vatolla, dove si dice dei lustresi, venne fatta da Maraldo Barbanso di Valle di Lustra, che il Ventimiglia distingue dal villaggio di Valle. Della delimitazione dei confini del più volte segnalato istrumento del 1187, tra Guglielmo di Sanseverino e l'abate cavense, a proposito dei confini della proprietà del monastero di S. Mango ve ne era uno che scendeva da S. Nicola di «la Valle» e proseguiva lungo la via di Valle.

Della concessione enfiteutica di un mulino, «in casale quod dicitur la Valle», fatta dalla Badia a Giacomo, figlio di Lando di Casacastra, per metà delle rendite, è notizia in una pergamena del 1258. Nello stesso anno la Badia concesse un altro mulino «quod de monacho dicitur» nel villaggio di Valle di Cilento, dove si dice Campetelle, a Gentile di Sessa per metà delle rendite e due libbre di cera annue. Di «Joannem de Valle» fidejussore con altri nella vendita della bagliva del villaggio di S. Mauro nel distretto di Cilento, è notizia  nel Regestrum ab. Thomae. Nel processo di reintegra (a. 1276) dei beni dei Sanseverino ordinato da re Carlo I, l'elenco dei villaggi da restituire comprende anche «la Vallis».

Nel 1326 la Badia concesse al vassallo Genna di Sala, figlio di Giovanni di Sala (nell’odierno Salento), abitanti a S. Mango, una terra con querce e una casilina a Valle, «ubi dicitur li Campanisi» e altre terre, pure colà «ubi dicitur la Ventale». Il feudo fu sempre dei Sanseverino fino al 1536 quando Ferrante Sanseverino vendette Castagneta, Valle e Casigliano a Michele Giovanni Gomez con patto di retrovendita.

Nel 1553 la Regia Camera della Sommaria vendette il feudo a Giovanni Berardino Altomare. Il Mazziotti assicura che questa famiglia era da tempo a Valle, anzi pare che avesse avuto da re Carlo la concessione di un castagneto nella località «lu Piano», confermata nel 1387 da re Ladislao. Un discendente dei coniugi Tommaso Altomare e Altobella Capano di Rocca, Aurelia, figlia di Francesco, possedeva Valle nel 1669. Aurelia poi sposò Gennaro Granito, dal quale il feudo passò al figlio Carlo e poi al nipote Gennaro, morto senza eredi. Il feudo, perciò, fu trasferito a Barbara Granito che sposò Michelangelo Persico. Un discendente, Andrea, che nel 1749 era anche barone di Lustra, vendette Valle ad Agnese Granito, sorella del marchese Granito, che sposò Giovan Battista Coppola, dal quale il feudo passò a Giovan Battista Filippo il 16 febbraio 1767.

Sia l'Alfano che il Giustiniani segnalano che ancora ai loro tempi il feudo era in possesso della famiglia Coppola.
L'Antonini appena accenna al toponimo, Il Giustiniani ubica Valle a 36 miglia da Salerno alle falde settentrionali del monte Stella.

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